PassepARTout Unconventional Gallery
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Gabriela Bodin

Le opere di Gabriela Bodin rappresentano soggetti caratterizzati da una  pennellata ad effetto  mimetico. La non identificabilità delle figure è una peculiarità delle sue opere. Questa tendenza al ''non finito'', a non  voler definire i contorni, trova contemporanea accentuazione ed argine nei fondi scuri che sembrano assolvere alla funzione del assorbimento del processo di smaterializzazione. L' indecisione del soggetto a trovare una posizione stabile, di equilibrio tra finitezza e non, vuole quasi denunciare l' instabilità l' indeterminatezza dell' odierno vivere liquido. Così facendo la Bodin pone l' accento sulle inquietudini, sulle insicurezze e le angosce dei suoi soggetti. L' introspezione psicologica mira a privilegiare nella rappresentazione, più che le figure, la celata insicurezza delle loro anime. L' elaborazione tecnica della Bodin è fortemente emotiva; la materia del suo rappresentato é densa, palpabile, prepotentemente fisica e duttile all' uso deciso della spatolatura, che accentua sottili contrasti volumetrici. E' una tecnica colta che partendo dalla conoscenza di maestri come Lucian Freud ed in particolare, per i richiami al disfacimento fisico, al maestro assoluto, Francis Bacon, arriva ad affiancare nel attuate panorama del realismo contemporaneo, artisti quali la Jane Saville. Una tecnica, quella della Bodin, che se nelle figure umane riesce, con il linguaggio del disfacimento, a sottolineare malinconia e sofferti dolori di un passato non cancellabile, esalta, nel contempo, con efficacia semplice soggetti come animali e nature morte sovente incanalate da una congerie di artisti, in banali visioni di genere. La tendenza della Bodin alla diluizione, alla scomparsa graduale della figura a favore dell' immaterialità dell' inconscio, all' essere in bilico tra strutturazione e destrutturazione, è preludio a quanto scritto da Deleuse e riportato da Lorenza Trucchi per Francis Bacon: ,,tu non sarai più che sabbia, erba, polvere o goccia d' acqua ...' Tutto ciò a dimostrare come la distruzione possa divenire parte essenziale di un processo creativo.
 
Maria Laura Perilli

 

 

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