PassepARTout Unconventional Gallery
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Carlo Vercelli

Carlo Vercelli trova la libertà di esprimere i propri sentimenti attraverso la pittura. Il suo carattere lo porta a preferire i pennelli e le  mani che definisce” i suoi strumenti primari” al posto delle parole.

Un percorso accademico alle spalle, la frequentazione assidua di un ambiente culla della Scapigliatura Lombarda, il contatto con artisti del calibro del pittore Eros Pellini, lo scultore Renzo Zacchetti e il disegnatore Mario Uggeri, contribuiscono a rendere la sua  una vita piena di sfumature, sia a colori che in scala di grigi, proprio come gli oli e le tempere che con pennellate decise ed energiche imprime sulle  tele.

Le sue opere sono un autentico diario visivo, un viaggio alla scoperta di un universo in continuo mutamento, riletto in una personale chiave espressiva. Un approccio che svela una profonda ricerca soggettiva, ma anche il desiderio di trasmettere un messaggio intimo e ricco di valori.

L’artista attinge alla tradizione della nuova figurazione. Gli elementi visivi astratti vengono quindi manipolati e contaminati per arrivare a un’espressione figurativa: la poetica assume un valore espressivo determinante e il linguaggio si fa sempre più originale e personale, raggiungendo quell’intimità tipica della tradizione italiana della prima metà del ‘900.

Con le sue emozioni e le prese di posizione su tematiche attuali come il giudizio, al quale tutti noi siamo sottoposti quotidianamente, le opere che presenta diventano carismatiche, in grado di far riflettere sia su quello  che si vede sia su quello che riempie gli spazi vuoti, volutamente lasciati dal pittore.

Egon Schiele , Willem De Kooning e Joaquín Torrents Lladó,  sono tre artisti a cui l’artista fa riferimento per la sua  pittura, che sostiene debba essere” per nulla funzionale ma piuttosto emozionale e riflessiva”.

Le donne che spesso raffigura ci esortano a guardare oltre l’effimero lato estetico fatto di tacchi e di pose portando alla  luce verità interiori più forti di quelle vendute dalla società come assolute. “Le donne che raffiguro non sono muse. La donna è vita, colei che ti segue anche dopo la morte.” Vercelli esprime la propria interiorità e sensibilità non solo dipingendo ma facendo sgorgare sulla carta tutte le parole e i pensieri più intimi. La poesia dunque, accompagna le opere pittoriche durante le esposizioni, facendo vivere allo spettatore un coinvolgimento unico e di grande arricchimento culturale.

 

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